Pubblicazioni e articoli
La nuova procedura garantisce ottimi risultati e rapida guarigione senza dover ricorrere all'intervento chirurgico
Il laser per la cura 'dolce' della parodontite
I batteri della placca producono tossine che penetrano in profondità, al riparo dall'azione dello spazzolino e del filo interdentale

La medicina moderna, l'oftalmologia, la dermatologia, la chirurgia estetica e persino l'odontoiatria impiegano largamente la luce laser perché, variando la tipologia e l'intensità dell'energia luminosa, può avere diverse applicazioni. In odontoiatria, grazie al laser, oggi è possibile, infatti, effettuare trattamenti poco invasivi, veloci e soprattutto non dolorosi.
Tra i trattamenti odontoiatrici possibili con l'utilizzo del laser c'è la cura della parodontite, comunemente nota anche con il termine piorrea, patologia infiammatoria e degenerativa che se non curata, porta alla distruzione dei tessuti che circondano i denti e successivamente alla perdita di questi ultimi. La piorrea è un'infezione cronica indolore delle strutture parodontali causata in genere dalla placca batterica mal rimossa. È quasi sempre una gengivite che si presenta con il sanguinamento delle gengive e progredisce estendendosi fino all'apparato parodontale, creando sacche prima gengivali poi ossee.
I batteri della placca producono tossine che penetrano in profondità, adagiandosi sul fondo e al riparo dall'azione dello spazzolino e del filo interdentale, nonchè danneggiando i tessuti circostanti. Il laser in questo caso ha effetto decontaminante, è in grado quindi di distruggere i batteri a sua portata che in molti casi possono essere trattati senza intervento chirurgico.
"ll laser - spiega il dottor Valerio Partipilo, specialista in chirurgia e odontoiatria, e neoconsigliere dell'Accademia internazionale di odontoiatria laser (AIOLA) - è una radiazione luminosa amplificata. I vari tipi si differenziano in base alle diverse lunghezze d'onda e per queste caratteristiche possono interagire con i vari tessuti. Distinguiamo due grandi categorie laser per utilizzo nei tessuti duri, tipo smalto e osso, e laser per i tessuti molli quali le gengive e le mucose. Il laser Neodimio può distruggere i germi accumulati sui denti e nelle tasche ciò, permette il suo utilizzo nel curettage a cielo chiuso, cioè senza intervento, una procedura questa veloce e senza dolore e con una rapida guarigione".
Studi scientifici hanno dimostrato, infatti, che la terapia laser migliora notevolmente le possibilità di guarigione della malattia parodontale. Inoltre, con il laser è possibile risagomare i tessuti gengivali in modo da facilitarne la pulizia con lo spazzolino. "Tuttavia - prosegue lo specialista - è doveroso chiarire che l'utilizzo del laser in odontoiatria e in questo caso in paradontologia non sostituisce il trattamento tradizionale chirurgico che, a volte, rimane l'unico e insostituibile metodo. Il laser può invece affiancare dei protocolli convenzionali di comprovata affidabilità, in particolare quando le tasche superano i sei millimetri di profondità e in alcuni casi ne può migliorare anche i risultati e contribuire al successo della terapia".
La parodontite è solitamente causata da una cattiva igiene orale sebbene tra i fattori scatenanti vi siano anche la predisposizione genetica, lo stress, altre patologie e di recente si ipotizza anche il fumo. In questi casi, nonostante un'igiene orale impeccabile, si corre il rischio di andare in contro a questa patologia. Nel caso dello stress ad esempio, vi è un abbassamento delle difese immunitarie che lascia campo libero ai batteri dannosi. Il fumo allo stesso tempo, in base a recenti analisi, sembrerebbe facilitare la recessione delle gengive e aumentare l'attività degli enzimi che distruggono il collagene salivare, importante per un buon attacco della gengiva alla radice del dente. La piorrea nei fumatori avanza spesso più rapidamente e ha un decorso più aggressivo e refrattario alle cure.
"Nei casi di una parodontite in cui noi abbiamo delle tasche parodontali di piccole dimensioni e non profonde potremmo usare un laser al Nd:YAG con ottimi risultati senza neanche dover usare anestesie. Il laser più indicato - conclude il dottor Partipilo - è proprio il Neodimio YAG ma anche un nuovo laser che ha una lunghezza d'onda un po’ più alta, il Neodimio YAP; semplici laser a diodi possono essere utilizzati con un efficacia però inferiore, perché a volte con questo tipo occorre l'uso dell'anestesia. La percentuale di successo è quasi del cento per cento”.

Corriere del Mezzogiorno – Domenica 21 Marzo 2010
Consigli utili
Per una igiene orale perfetta è necessario rispettare delle semplici regole
Scegliere lo spazzolino più adatto, con setole sintetiche e abbastanza piccolo, in maniera da consentire di pulire contemporaneamente massimo 3 denti.
Lo spazzolino va sostituito non appena le setole iniziano a curvare e comunque il tempo Massimo del suo uso è di tre mesi (a causa dei germi e batteri che si annidano al suo interno)
Bisogna scegliere il dentifricio più adatto, deve essere abbastanza delicato per non rischiare arrecare danno allo smalto dei denti
Bisogna spazzolare i denti almeno per tre minuti per volta. Fate attenzione a spazzolare bene anche la lingua, sulla quale si possono annidare i batteri.
È consigliato lavare i denti almeno tre volte al giorno e in ogni caso dopo aver mangiato.
È buona norma usare il filo interdentale al termine dello spazzolamento per rimuovere la placca che si forma tra un dente e l’altro, ed il colluttorio, che favorisce una maggiore igiene orale.
Limitare il consumo di cibi particolarmente ricchi di zuccheri, che possono favorire l’insorgenza della carie.
Ridurre al massimo il consumo di sostanze che favoriscono il macchiarsi dei denti, come ad esempio il caffè, il fumo o la Coca-Cola.
Effettuare controlli periodici dal dentista, almeno una volta all’anno

Studio Odontoiatrico Partipilo - Via L. Ranieri 2/21 angolo via G. Petroni ­ Bari
Tel/Fax +39 080 5038456 - Cell +39 349 6205355 - studio.partipilo@libero.it
P. IVA 02734960723

Creative Intelligence s.r.l.